Consiglio comunale dedicato alla mozione su Centrale Biomasse.

15/04/2011 di Spoleto a 5 Stelle Nessun commento »

All’inizio del consiglio, a seguito di inversione di ordine del giorno, si discute la seguente mozione:

24. Mozione presentata dal Cons. Alleori e altri avente ad oggetto: “Interramento elettrodotto Villavalle-Spoleto tratto finale Via Benedetto Croce (Prot. 15413/29.3.11)

 

Lo stesso presentatore della mozione Alleori sottolinea come è urgente e fondamentale per la salute dei cittadini abitanti nella zona attraversata dalla linea (e dove i piloni dell’elettrodotto sono a ridosso delle case – Via Benedetto Croce) provvedere finalmente all’interramento del tratto. Vi è un progetto della Regione con la società dell’elettrodotto “Terna”, finalizzato all’interramento dell’ultimo tratto dell’elettrodotto. Vi è poi, per completezza di informazione, il progetto di Terna per il rifacimento dell’intero tratto – anche con un paventato innalzamento dei piloni (che sarebbe deleterio per il paesaggio dei colli attraversati, ndr) ritenendo Terna troppo costoso l’interramento dell’intero tratto e non disponendosi di adeguate risorse pubbliche.

Interviene anche l’assessore Lisci (assessore all’ambiente) ricordando (come già anticipato anche dal consigliere Alleori) che è avvenuto proprio in questi giorni un incontro con l’assessore regionale Rometti e pianificato un incontro operativo il prossimo 28 aprile alle ore 11, per definire i punti chiave dell’accordo. L’assessore spiega che gli uffici regionali stanno predisponendo la documentazione per arrivare all’incontro del 28 con un programma di date certe e un preciso calendario lavori. Tutto ciò messo in parallelo con altro problema che ha la società Terna a San Faustino. L’assessore Lisci appunto dice che fino ad adesso ci sono stati solo incontri interlocutori e questo invece dovrà essere risolutivo.

La mozione, che impegna la Giunta a provvedere quanto prima all’inizio dei lavori per l’interramento della linea elettrica nell’ultimo tratto, viene approvata all’unanimità.

LA MOZIONE SUGLI IMPIANTI BIOMASSE DI MADONNA DI LUGO

Nel frattempo la sala si riempe di cittadini e pubblico, e la sala consiliare diventa affollata come poche altre volte. Si discute come secondo punto, sempre a seguito dell’inversione dell’ordine, la seguente mozione:

25. Mozione presentata dal Gruppo Consiliare Socialisti Riformisti relativa alla proposta di realizzazione di tre impianti di cogenerazione a biomasse (oli vegetali), ciascuno di potenza elettrica pari a 995 KW in loc. Madonna di Lugo (Prot. 15463/30.3.11)

Il consigliere Piccioni, che parla a nome del gruppo socialista, sottolinea vari aspetti da chiarire del progetto, quali ad esempio anche l’impatto ambientale dei consumi di trasporto di combustibile (per tali impianti) che va valutato caso per caso. E’ fondamentale, dice, la tracciabilità del carburante usato nell’impianto (le cd. biomasse).

Viene ricordato poi come, nell’iter di questo progetto, sia fondamentale rispettare le linee guida a suo tempo dettate dal sindaco circa i doveri di informazione e partecipazione dei cittadini. Il consiglio comunale ha deliberato a suo tempo di aderire al progetto Agenda 21 che prevede appunto la partecipazione di associazioni e cittadini nelle scelte che ricadono sulla città.

Viene poi presentato un emendamento del capogruppo PD e della lista Città Unita (maggioranza), emendamento finalizzato ad aggiungere alla mozione tre punti: l’impegno al monitoraggio costante delle emissioni tramite l’ARPA (società che a livello regionale ha l’appalto per tali controlli), l’impegno per l’azienda Coricelli ad azzerare le emissioni odorigene, e l’impegno per il Comune di dotarsi di un piano energetico / ambientale comunale.

Interviene Petrini sostenendo come, dopo aver sentito le versioni e descrizioni del progetto riportate dagli esperti nominati dalla azienda committente, sia fondamentale ottenere invece anche il parere di un tecnico e esperto esterno super partes.

Bernelli sottolinea come ogni iter di informazione sia ormai solo una parvenza di partecipazione, tardiva e a cose ormai fatte, mentre le carte erano già giacenti in comune da mesi.

Alleori, richiamando la precedente mozione, sottolinea invece l’importanza di mettere in priorità la salute dei cittadini e ricorda come la conferenza dei capigruppo consiliari abbia concordato di fare un incontro di partecipazione ed informazione ai cittadini, nella zona interessata dall’impianto, già dal 2 maggio, con un primo di due incontri partecipativi.

Militoni sottolinea come le emissioni di impianti siffatti siano ritenute da alcuni medici cancerogene, e come nella zona ci siano insediamenti abitativi, con tanto di orticelli coltivati; e come probabilmente l’amministrazione abbia fatto tutte le cose in fretta quasi per mettersi al riparo dai doveri di informazione e partecipazione con i cittadini.

Parente interviene parlando di prezzi e costi. Sul mercato libero l’energia elettrica si paga 7 centesimi di euro al Kwh (kilowatt /ora). Con il decreto Bersani l’energia prodotta dagli impianti a bniomasse viene pagata, a mezzo di un contributo per 15 anni, 28 centesimi al kwh. Ciò vale per tutti questi tipi di impianti (es. per l’inceneritore a pollina di Novelli). Intervistati dai giornalisti di Report (vedi servizi sul sito spoleto5stelle.it), gli imprenditori del veneto che hanno costruito centrali a biomasse hanno ammesso che senza il contributo statale ciò non sarebbe stato conveniente. Allora le uniche energie rinnovabili in questo caso sono i contributi pubblici, con i soldi dei cittadini. Chiede poi di verificare se tre impianti localizzati a poca distanza nella stessa zona non siano da considerare come un unico impianto.

Grifoni sostiene da parte sua come vada ricostruito tutto l’iter della pratica, assicurata la eliminazione di rischi per i cittadini, e come vada ascoltato il parere scientifico di un soggetto al di sopra delle parti. Con riferimento agli emendamenti proposti dice che non vorrebbe che questi siano solo un palliativo per prendere tempo. Riferisce che oggi stesso è avvenuto un incontro del ministro Romani con rappresentanti della Regione Umbria, che è in procinto di essere adottato un nuovo decreto in materie di energie rinnovabili, e che la Regione Umbria si doterà di un piano energetico. Dice che l’impianto poi porterà il problema di come assicurare il carburante e dove reperire, quindi, l’olio vegetale destinato alla combustione, come se – dice – uno si comprasse prima il cappello e poi dovesse decidere di abbinarci la pelliccia.

Cardarelli richiama invece tutti all’onestà intellettuale, e dice che in tali materie occorre solo tener conto della scienza. Le emissioni citate da altri consiglieri non sono corrette. Occorre ottenere un parere scientifico.

Trippetti, che è medico e attento alle tematiche della salute come bene primario, spiega comunque come attualmente si vada verso direttive europee e norme nazionali totalmente permissive ed incentivanti per tali impianti. Attualmente, dice, sarebbe stato possibile ottenere l’autorizzazione – a seguito di semplice denuncia di inizio attività – anche con un singolo impianto al di sotto dei tre megawatt (in luogo di tre impianti sotto il megawatt e tre relative domande). Riflette poi sul fatto che la centrale a biomasse – che tante polemiche e scontri aveva suscitato anni fa – era un progetto di dimensioni notevolmente superiore a quelli oggi in discussione. Dice che la azienda ha presentato un piano di sviluppo industriale che prevede il raddoppio dei litri di olio prodotte. Dice, poi, che si deve chiedere che le emissioni odorigene (cioè la puzza, ndr) siano zero, e ricorda comunque che tali emissioni, in ogni caso, non producono idrocarburi.

Profili sottolinea come si stiano affrontando argomenti molto tecnici, e che in ogni caso è importante la partecipazione dei cittadini. Ricorda come le emissioni di odori evidentemente non proviene dai nuovi impianti (ancora non esistenti e da costruire) ma dalla raffineria già esistente da alcuni anni. Ricorda che la azienda ha affermato che le emissioni saranno poche e non dannose e i tecnici dell’Arpa, presenti all’incontro dei capogruppo, non ha smentito. Chiede poi, a questo punto, una mappatura degli impianti esistenti nel comune, già che risulta l’esistenza di altri impianti anche a idrocarburi (ben più dannosi di quelli a biomasse) e/o di conoscere il piano delle antenne di Spoleto, e capire che fine abbia fatto il progetto della nuova mega – antenna sul Monteluco.

Hanke, anche lui medico, torna sugli aspetti scientifici. Dice che anche se non ci sono evidenze di danno le popolazioni si battono per evitare che magari in futuro invece risultino queste evidenze. A Spoleto, come da lui stesso sostenuto altre volte, le aree industriali sono sparse e disseminate senza un vero criterio unico, e nessuna di esse ha caratteristiche per essere definita tale. Si è avuta una proliferazione delle aree industriali ai limiti e all’interno degli stessi centri urbani e per forza di cose vi è un conflitto tra le scelte industriali e le scelte a favore della salute cittadini: le industrie e le abitazioni si trovano adiacenti all’interno aree e quindi è normale che ci siano proteste (e ne è testimonianza la massiccia partecipazione dei cittadini oggi in aula) e occorre una particolare attenzione per la salute dei cittadini che abitano al limite delle zone industriali o dove nelle vicinanze sorgono anche coltivazioni agricole.

LA RISPOSTA DEL SINDACO E DELL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Risponde la Giunta.

Lisci come assessore all’ambiente dice di voler fugare ogni ipotesi di minimo danno alla popolazione. Ringrazia Cardarelli per la oggettività dell’intervento. Sottolinea la regolarità dell’iter della pratica, sviscerata in tutte le sue forme e rispetto a tutte le leggi è in regola. Annuncia le riunioni di partecipazione con i cittadini per il 2 maggio a san Giacomo e 17 maggio a Cortaccione, dove oltre ai tecnici della ditta Coricelli e ai tecnici dell’ARPA auspica che ci siano altri tecnici per fugare dubbi e incertezze.

Il Sindaco, citando il suo professore di fisica del liceo, dice che se una cosa uno non la sa non deve inventarla, quindi chiede di riportare tutto su un piano di conoscenza approfondita prima di esternare dichiarazioni che possono essere confutate o sconfessate. Dice che ci sono leggi e enti che certificano le emissioni, come l’ARPA. Una cosa vera è che non abbiamo piano energetico operativo sul territorio, ma anche le leggi negli ultimi anni sono cambiate almeno 8 volte. Dice che si provvederà anche con la Regione al monitoraggio dell’inquinamento nelle zone industriali di Santo Chiodo e Alta Marroggia, e che anche con il comitato rifiuti zero si è detto di provvedere a un bando per affidare l’incarico ad un ente terzo come una università del nord. Aggiunge che se in qualsiasi momento si rivelasse che le emissioni siano dannose non solo non si programmerebbero più impianti a biomasse ma verrebbero bloccati quelli esistenti. Se dal monitoraggio costante richiesto venisse fuori che le emissioni non sono quelle previste, egli, anche come responsabile della salute pubblica, emetterebbe una ordinanza immediata di blocco dell’attività. Riferisce in ogni caso della disponibilità massima da parte della ditta a farsi controllare e ad azzerare le emissioni.

LE DICHIARAZIONI DI VOTO

Petrini nelle dichiarazioni di voto rileva come oggi i consiglieri comunali siano tutti molto documentati mentre quando lui aveva presentato l’interrogazione su tali impianti a biomasse non era cosi. Sottolinea come sia mancata informazione su tali aspetti. Anche gli odori della raffineria un anno fa non si stentivano e non c’erano, è cambiato il quadro nella zona. Il rispetto delle normative non elimina la puzza. Anche per gli impianti a biomasse, anche se fossero rispettate le regole probabilmente il giorno dopo l’ambiente della zona sarà diverso. Risponde a Trippetti dicendo che gli impianti possono aprire la strada ad altri e che tante biomasse di piccole dimensioni diventano come una centrale grande. Riferisce come l’azienda, nell’incontro con i capigruppo, ha delineato un piano industriale dove si assumeranno, forse, cinque dipendenti in più ma solo fra diversi anni, quando il fatturato sarà triplicato.

RICAPITOLAZIONE: FACCIAMO CHIAREZZA

Nelle dichiarazioni di voto Parente interviene ricapitolando la situazione tecnico consiliare: i socialisti hanno presentato la mozione finalizzata alla partecipazione dei cittadini prima di procedere oltre. Gli emendamenti del PD stabiliscono che, in ogni caso, se gli impianti vengono ultimati, ci sia monitoraggio costante. Ma allora gli emendamenti superano la mozione e la sconfessano in qualche modo, dichiarandosi favorevole alla mozione e contrario agli emendamenti, e chiedendo al gruppo socialista di riflettere su questo aspetto.

Grifoni sottolinea ancora la necessità di nominare un tecnico esterno e che i cittadini e il comitato nominino anche loro un tecnico, da porre a spese del comune.

Trippetti spiega che gli emendamenti non suprano la mozione né la sconfessano. Se autorizzati gli impianti occorre monitorare.

Petrini si dichiara favorevole alla mozione, contrario agli emendamenti.

Piccioni e il gruppo socialista favoreli sia alla mozione che agli emendamenti.

Vengono votati e approvati gli emendamenti, a maggioranza dei voti.

A questo punto coloro (Parente e Petrini) che si erano dichiarati contrari agli emendamenti, che a loro parere stravolgono la mozione iniziale, dichiarano il loro voto contrario alla mozione così come emendata. La mozione viene approvata a maggioranza, con astensione di Grifoni.

Si passa quindi (finiti i punti anticipati) al punto 1:    Adozione Piano attuativo in variante al Piano attuativo approvato con deliberazione di C.C. n. 136 del 27/10/2004 per la realizzazione di un immobile in zona di completamento in Spoleto Viale Trento e Trieste – Immobiliare Torre srl

Si tratta del cambio di destinazione d’uso di un’area in Viale Trento e Trieste, trasformata da commerciale a uso privato / abitazione. Ciò riduce, però gli spazi destinati a parcheggi. Viene comunque mantenuto un rapporto di spazi destinati a parcheggio pubblico, ma nel vano sotterraneo dell’immobile. Durante i lavori della commissione urbanistica, all’unanimità, si era in ogni caso provveduto ad emendare la convenzione con la azienda appaltatrice (e le convenzioni in genere per piani attuativi simili) in modo da assicurare che gli spazi a parcheggio pubblico sotterraneo siano adeguatamente indicati con apposito e visibile cartello “parcheggio pubblico” ben indicato dalle vie di accesso.

Loretoni chiede come mai sia stata fatta tale variazione in quanto si perdono posti auto e entrate ICI visto che su immobili ad uso abitazione il comune non percepisce ICI.

L’assessore Cerasini risponde che tale appunto non è giustificabile in uno stato dove vi è libertà di iniziativa privata e l’ente pubblico non può rifiutare legittime richieste.

La pratica viene approvata a maggioranza.

Si passa poi ai punti

2. Approvazione Piano di recupero di iniziativa privata proposto da Scarcali Armando in Spoleto, località Campalto

3. Approvazione definitiva Piano Attuativo di iniziativa privata proposto da Piccioni Narciso in Spoleto, Frazione Morgnano


Le pratiche vengono approvate con astensione del consigliere Parente.

Alle ore 19.40 circa il consiglio viene sciolto.

 

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