FOGNA A CIELO APERTO?
23/02/2011 di Spoleto a 5 Stelle 1 commento »
Esiste un fosso che, scendendo da Morgnano, passa per Maiano, San Brizio (costeggiando per un tratto la strada provinciale Spoleto – La Bruna) per poi virare verso Campello, Trevi e arrivare fino a Casco dell’Acqua – dove si congiunge col torrente Teverone, diventando un affluente del Topino. Questo fosso rimane relativamente pulito, con acque abbastanza limpide, fino al ponte che collega il colle di Maiano con la strada provinciale Tuderte (Spoleto – La Bruna): è qui infatti, a circa cinquanta metri a monte del suddetto ponte, che c’è una cloaca in cemento armato che immette nel corso d’acqua liquidi putridi, rendendo da lì in poi l’acqua di un colore grigiastro e dall’odore nauseabondo (al minuto 0:34 del video 1 si vede chiaramente la differenza tra il “prima” PULITO e il “dopo” SPORCO).
Non solo. Pochi metri più a valle si trova un altro scarico – questo, però, occultato in mezzo alla terra – da dove scende nel fosso un liquido biancastro che lascia un alone ben visibile sul greto del fosso (video 2).
Visto che l’utenza paga anche la depurazione delle acque reflue, e visto anche che è ben visibile il cambiamento del colore (e odore) delle acque da quel punto in poi, Spoleto 5 stelle chiede alle autorità competenti di stabilire e chiarire la provenienza e la natura di tali liquidi, per poter porre fine a tale danno ambientale e a quella che sembra una vera e propria fogna a cielo aperto.
Video 1, primo scarico nel fosso:
Video 2, secondo scarico nel fosso:
Commenti (1)









Quelli della mia età appassionati di pesca, si ricorderanno quando da bambini si pescava dentro questo fosso, ma anche più a sud verso Spoleto nella zona di Maiano ogni rigagnolo era ricco di laschette. Questo tipo di pesce esige acqua ben ossigenata e pulita, un ambiente sano e vitale quindi, ben diverso dallo scenario di morte rappresentato in quese immagini.