Il confronto politico è morto

dialogoComprendiamo che governare una città dopo il PD è una impresa complessa, sopratutto se si continua a lavorare nello stesso modo.
Ma il Sindaco quando vince le elezioni è il Sindaco di tutta la città e di tutti i cittadini. E’ una grande responsabilità da prendere per l’interesse della città, dei cittadini tutti, per i cittadini più intraprendenti e per quelli bisognosi.

L’apertura del 2016 per la città di Spoleto non è stata per niente facile. Forse per questo che la maggioranza ha deciso di spegnere ogni accenno di confronto con le altre forze politiche all’interno delle Istituzioni e con i cittadini fuori.
Non avere ancora convocato un consiglio comunale nel 2016 (l’ultimo risale al 30 dicembre 2015) significa voler rifiutare qualsiasi confronto e dibattito o domanda inerenti i grandi temi che stanno coinvolgendo la città: dalla vicenda eco-mostro alla riorganizzazione comunale, dalla discussa “integrazione” tra ospedali di Spoleto e Foligno di cui praticamente non ci è dato sapere niente e dove ancora non stati calendarizzati incontri e confronti pubblici, al tema drammatico dei collegamenti ferroviari della città, passando per la progettualità turistica e culturale.

Ci sono interrogazioni e interpellanze ferme al 20 gennaio 2015. I consigli comunali cui assistiamo sono occasione per far passare pratiche tecniche, quindi mere prese d’atto da parte dei consiglieri, o regolamenti votati a maggioranza. Ne sono esempi il Regolamento microprogetti o il regolamento di Piazza Duomo votato in fretta e furia il 30 dicembre, mercoledì pomeriggio, facendo aprire il comune e richiamando il personale in un pomeriggio normalmente di chiusura.

Attendiamo di vedere documenti programmatici per la città che siano discussi nelle apposite commissioni consiliari e in interventi pubblici aperti alla cittadinanza nel rispetto di quei principi di trasparenza e condivisione delle scelte tanto sbandierati ma lontani dal modus operandi di questa Giunta che vara invece decisioni a colpi di delibere, spesso lasciando ignari i suoi stessi consiglieri di maggioranza.

Queste nostre considerazioni giungono soprattutto alla luce degli ultimi comunicati riguardanti le vicende dell’ospedale di Spoleto dove si esprime piena fiducia nelle parole di Barberini ma dove sono completamente assenti dati, numeri e qualsiasi accenno agli obiettivi programmatici del comune di Spoleto.
E’ doveroso che il Sindaco riferisca in consiglio quanto emerso dall’incontro tra l’assessore Barberini e il sindaco Mismetti e quali saranno i passi successivi, che intervenga con un incontro pubblico prendendosi la responsabilità delle sue dichiarazioni e delle azioni che si stanno portando avanti. In questo senso il confronto con la città e le altri parti politiche è veramente annullato.
Attendiamo apposite commissioni consiliari (che non siano chat su facebook) dove si abbia un reale confronto, basato su documenti, dati e numeri, schede tecniche sui prossimi incontri inerenti il futuro dell’ospedale.

Rimangono in sospeso anche altri temi. Un esempio: vorremmo sapere a che punto è la programmazione europea e la progettazione di bandi che ha visto l’affidamento dell’incarico a una figura professionale apposita.

L’operato della giunta precedente ha portato 30 anni di indebitamento. E’ ora di occuparci anche di questa e della prossima generazione. C’è una città che sa essere anche attenta, colta, propositiva, che sogna un futuro importante per Spoleto. Il consiglio Comunale torni a essere il luogo istituzionale aperto a tutti, un luogo dove si può e deve portare la voce, le opinioni i sogni della città.

(foto di nonsprecare.it)

Autore: Spoleto a 5 Stelle

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