Incenerimento della pollina

05/08/2010 di Spoleto a 5 Stelle 3 commenti »

Di seguito pubblichiamo degli stralci del documento informativo pubblicato da Legambiente e inviato al Comune di Spoleto inerente l’incenerimento della pollina, reflui fecali, negli impianti Ovito. Al termine vi proponiamo dei video sull’argomento tratti da Report che riportano testimonianze.

Osservazioni sull’impianto:

L’impianto di Ciliano, in attività dal 1990 e privo delle necessarie autorizzazioni, infatti è assolutamente inadeguato per lo stoccaggio e per il compostaggio (…), lo smaltimento in tutti questi anni è stato effettuato attraverso lo spargimento sul terreno come materiale tale e quale con le conseguenze che ben si conoscono, come effetti fitotossici e incremento di salinità e di sostanze azotate nel terreno con gravi conseguenze per la salubrità dei terreni e le falde acquifere. A questo si aggiunge il disagio degli abitanti delle frazioni limitrofe dovuto all’odore nauseabondo e alla considerevole presenza di insetti soprattutto nel periodi estivo.”

Nel 2001 il Gruppo Novelli ha presentato richiesta al Comune di Spoleto per la realizzazione di un impianto di compostaggio sempre nell’area di Cigliano ricevendo parere positivo e quindi tutte le autorizzazioni a costruire. Il progetto non è stato mai realizzato probabilmente per gli elevati costi e per la difficoltà di reperimento di biomasse non sufficientemente disponibili in loco con la conseguenza che il Gruppo Novelli ha continuato a smaltire in modo improprio le deiezioni degli allevamenti.

Pollina:

La pollina è un liquame, letame dei polli che contiene grandi quantità di nitrato.

La soluzione di termovalorizzare la pollina non è una soluzione idonea e neppure risolutiva dei problemi fino ad ora presenti. La termocombustione delle polline presenta svariate problematiche, fra le quali è bene citare l’impatto
ambientale, il degrado territoriale, i rischi connessi alla manipolazione di un prodotto come la pollina, vettore di agenti patogeni alcuni dei quali – salmonella e virus influenzali – altamente pericolosi.

(…) Le polline soffrono della presenza di metalli pesanti, quali rame, zinco e arsenico, che possono essere presenti in grandi quantità causando gravi problemi ambientali. Va considerato poi che la pollina può contenere antibiotici che possono causare problemi alla microflora dei suoli.

Sul progetto di temovalorizzatore:

Non esistono in Italia impianti del genere, pochissimi in Europa e non esistono quindi dati sui cui basare la reale bontà del progetto. Tutto ciò è ancora più valido in quanto l’impianto andrebbe ad incidere in zona già degradata da un punto di vista ambientale come quella di Santo Chiodo – Sant’Angelo in Mercole.

“Esistono altre modalità di trattamento, più sicure e non inquinanti, e sicuramente più collaudate come il compostaggio delle polline in ambiente confinato all’interno dell’allevamento, oppure impianti di biodigestione all’interno degli allevamenti, entrambi metodi già ampiamente sperimentati – è la proposta di Legambiente – nel primo caso si tratta di piccoli impianti in ambiente confinato che con apposite tecniche facilitano il compostaggio e la trasformazione della pollina in compost, ottimo come ammendante agricolo perché conserva e migliora le caratteristiche organolettiche del prodotto, inodoro e sicuro dal punto di vista batteriologico sia per i trasporti che per la distribuzione (analogo al progetto che il Gruppo Novelli ha presentato nel 2001). Nel secondo caso si tratta di impianti che, pur con una somma infinita di attenzioni e solo per alcuni tipologie di prodotto, possono trasformare la pollina in biogas”.

SCARICA IL DOCUMENTO INTEGRALE

SCARICA – Documento su impianto pollina

Commenti (3)

 

  1. Fabrizio scrive:

    Per non parlare dell’ossido d’azoto che si libera contribuendo alle piogge acide.

  2. giorgio scrive:

    un altra battaglia cui partecipo e con buoni risultati contro l’idiozia di incenerire la pollina
    http://www.comitatocivicobedizzole.it

    giorgio, m5s brescia.

    l’alternativa sembra esistere (una sorta di digestione con un particolare tipo di reazione anaerobica a freddo, senza caminetti, senza incenerimento, assimilabile al compostaggio ma non incentivata).

  3. Spoleto a 5 Stelle scrive:

    Grazie della segnalazione Giorgio!!!

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