IMPRONTA ECOLOGICA, ENERGIA E RIFIUTI

WiMax internet gratuito per tutti – mense scuole e ospedale con prodotti biologici – rifiuti zero, raccolta differenziata e riciclaggio come risorsa strumento di guadagno – mercato locale, prodotti sani e biologici come risorsa anche economica – acqua di tutti, no privatizzazioni.

CONNETTIVITÀ

Acquisto all’asta della tecnologia wimax. Questa tecnologia permetterebbe di fare navigare in Internet gratuitamente tutti i cittadini con delle semplicissime e piccolissime antenne poste sopra alcuni lampioni a distanze determinate.

ELIMINARE GLI SPRECHI DELLA MACCHINA COMUNALE

Iniziando dall’uso della carta riciclata; imporre stampa fronte-retro; regolazione livello termostato uffici; se necessario acquisti arredo che sia ecologico; spegnere luci e togliere stand-by apparecchi tecnologici quando si esce dagli uffici.

MENSE PUBBLICHE ECO-SOSTENIBILI (SCUOLE E OSPEDALE)

Traendo esempio dai Comuni Virtuosi (a 5 stelle), e ultimamente dallo stesso Comune di Roma, indire nuovi bandi per reintrodurre le cucine delle mense comunali (scolastiche, ospedali, etc., ora affidate quasi interamente a servizi catering e pasti pronti esterni), e in ogni caso (anche per gli appalti esterni) stabilire che i servizi di mensa prevedano l’uso di prodotti tipici, stagionali e biologici, e/o da agricoltura integrata (con divieto assoluto di introdurre prodotti o alimenti confezionati con prodotti OGM), prodotti del commercio equo e solidale, utilizzo di acqua di rubinetto, stoviglie e posate di metallo, bicchieri di carta riciclabile o di vetro, detersivi a basso impatto ambientale, trasporto dei cibi dopo la cottura con mezzi ecologici, etc.
Approfittare dell’occasione per migliorare (e talvolta creare) il rapporto tra le mense ed il proprio territorio, dando più spazio nei menù ai prodotti di stagione e della tradizione locale, coinvolgendo gli agricoltori biologici e stimolando un forte legame tra i produttori ed i cittadini (cd. Filiera corta).

RIFIUTI ZERO NEI COMUNI A CINQUE STELLE

Raccolta differenziata porta a porta per diminuire drasticamente i rifiuti che diventano materia prima per industrie, fabbriche, piccoli laboratori, etc. (vedi collegamenti con nuovi “lavori verdi”, punto n. 3)
Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuti zero:

  • piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo “Meno 100kg pro capite” con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto, compostaggio domestico, etc.
  • accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio – triplo imballaggio.
  • Aprire “Negozi del riciclo” dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato.
  • per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa (anziché tassa) puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti).
  • raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Lista Civica 5 stelle Treviso), Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana.
  • realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente due/tre per tutto il Comune.
  • costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia).
  • costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave).
  • costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata.
  • creazione di un apposito Centro Studi (uno per provincia) in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutilizzabili, riciclabili o “compostabili”.
  • per i rifiuti industriali più problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma- recuperare plastica, vetro, alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining).
  • chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori

PROMOZIONE DELLA CD. FILIERA ALIMENTARE CORTA – prodotti locali e biologici

FILIERA DEL LATTE CRUDO – Promozione distributori privati di latte crudo.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA e per UFFICI PUBBLICI con LAMPADE A LED A BASSO CONSUMO.

Torraca (SA) è un comune salito alla ribalta per:

  1. illuminazione LED
  2. piscina ecosostenibile

Il led e’ un semiconduttore che emette luce al passaggio della corrente elettrica grazie ad una speciale guarnizione di silicio. Tra i vantaggi del led, privo di filamento interno, al contrario delle tradizionali lampadine, uno straordinario risparmio energetico, l’alta durata e la sicurezza assoluta degli impianti, dato che per il funzionamento dei led sono necessari appena 24 volt. Una scelta di campo, quella di Torraca, che fa del piccolo paese salernitano uno dei centri mondiali all’avanguardia nell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. 700 i punti luce a led installati nel comune. Ultima curiosita’: la luce a led elimina anche l’inquinamento luminoso che impedisce di godere la vista delle stelle dai centri urbani.
I costi del led hanno consentito un risparmio economico:prima costava l’illuminazione con le lampada tradizionali 43.000 euro annui, ora 17.000 euro. In più i led durano di norma dieci anni, quelle tradizionali due.E non è tutto, perché ad alimentare i lampioni sono pannelli fotovoltaici, uno dei tre installati; un altro serve a fornire energia ad una pista di kart di livello europeo. Il terzo pannello serve ad alimentare la piscina comunale. Sulla piscina stessa, alimentata da pannelli di 50kw, sono stati ridotti i consumi per evaporazione di oltre il 50% con un moderno sistema brevettato di copertura isotermica per piscine.
La piscina è semi-olimpica.

L’ACQUA E’ DI TUTTI – NO PRIVATIZZAZIONI

Acqua: L’oro blu. Così viene definita ormai da eminenti studiosi di livello internazionale. Grandi paesi in via di sviluppo come la Cina stanno già sperimentando problemi di approvvigionamento. Nei prossimi anni si prevede persino la possibilità di guerre per assicurarsi riserve di acqua potabile.
Spoleto ha la fortuna di averne a sufficienza e di buona qualità. È secondo noi un dovere morale usarla in maniera utile e razionale, evitandone gli sprechi. L’acqua del rubinetto è più controllata, economica e riduce drasticamente la produzione dei rifiuti, oltre che l’inquinamento atmosferico causato dal trasporto per migliaia di chilometri di interi bancali di bottiglie di plastica.
Riconoscimento dell’acqua come bene comune e patrimonio dell’umanità, accesso all’acqua potabile come un diritto umano fondamentale, adesione alla proposta di legge d’iniziativa popolare “principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.

  1. L’acqua deve rimanere pubblica
  2. Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi
  3. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni
  4. Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
  5. Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
  6. Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle Energy Service Company – anche dette ESCO – sono società che operano ristrutturazioni finalizzate ad accrescere l’efficienza energetica, ovvero a ridurre il consumo di energia primaria a parità di servizi finali)
  7. Rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti
  8. Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale
  9. Promozione uso acqua potabile comunale
  10. Promozione detersivi a basso livello di inquinamento
  11. Aumento dell’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli, mentre attualmente si usa una politica e
    una tecnica diametralmente opposta (tipo cementificazione dei canali di scolo). Verifica dei tratti di acquedotto e tubazioni per irrigazione con condotti in Eternit, ossia cemento amianto. Da controllare anche se parte degli acquedotti per uso potabile sono di cemento amianto.

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